ISCRIZIONI APERTE:

Genius Loci

Formazione Esperienziale sulla Relazione Ecologica

“PRATICHE E STRUMENTI ECOSOMATICI PER LA CULTURA”

Rivolto a operatori culturali, docenti, educatori, formatori, professionisti territoriali e accademici

Spazio Rossellini, Roma · 20 Settembre 2026

Evento in presenza · Partecipazione gratuita · Posti limitati

Formatori: Raffaele Rufo, Diana Tedoldi e Valeria Carovana

Prenota il tuo posto entro il 31 luglio compilando il modulo di iscrizione

Evento ideato e realizzato da Raffaele Rufo (PhD) per Spazio Rossellini e ATCL, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio.

Iscriviti

Sono aperte le iscrizioni a Genius Loci, la giornata di formazione esperienziale sulla relazione ecologica dedicata al settore cultura e aperta a operatori, docenti, educatori, formatori, professionisti territoriali e accademici. Attraverso esperienze, momenti di riflessione e processi creativi, la giornata invita a mettere in discussione l'idea di una separazione tra essere umano e natura, esplorando come una diversa esperienza di questa relazione possa aprire nuove possibilità di immaginare, progettare e vivere la cultura.

Viviamo prevalentemente in ambienti chiusi. Lavoriamo nei teatri, nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni culturali, mentre la natura continua a essere percepita come qualcosa di esterno, distante, da sfruttare, osservare o al massimo da proteggere. Questa separazione alimenta una crisi della salute intesa nel suo significato più ampio, fatta di alienazione, burnout e impoverimento delle relazioni. Le evidenze scientifiche mostrano come la relazione corporea con il mondo naturale favorisca benessere, creatività e cooperazione. Anche il settore culturale è chiamato oggi a interrogarsi su come progettare luoghi, eventi e processi che non si limitino a parlare della relazione ecologica, ma permettano di farne esperienza.

Da qui nasce Genius Loci. La formazione invita i partecipanti a sperimentare una prospettiva diversa, partendo dai luoghi in cui vivono e lavorano. Nella tradizione latina il Genius Loci rappresentava lo spirito del luogo: riconoscerlo significa imparare ad ascoltare le relazioni, la storia, le forme di vita e le comunità che rendono vivo un territorio. Piuttosto che parlare della natura come qualcosa di esterno, Genius Loci propone di fare esperienza della relazione ecologica attraverso il corpo, il movimento e l'incontro diretto con il luogo. È proprio in questa esperienza che si colloca il contributo dell'ecosomatica. 

L'ecosomatica è un campo emergente che mette in dialogo danza, performance, pratiche somatiche, ricerca artistica, ecologia, educazione e altre discipline umanistiche e sociali per esplorare come l'esperienza diretta del corpo possa trasformare il nostro modo di percepire, conoscere e abitare il mondo. Piuttosto che considerare l'essere umano separato dalla natura, l'ecosomatica indaga il corpo come parte di una rete di relazioni che comprende altre persone, altre forme di vita, materiali, paesaggi ed ecosistemi.

La giornata sarà volutamente raccolta, con circa 20-25 partecipanti, per creare le condizioni di un reale ascolto reciproco, della partecipazione e dell’emersione graduale. Attraverso momenti di auto-riflessione, pratiche ecosomatiche, esplorazioni tra gli spazi di Spazio Rossellini e il paesaggio del Tevere, e processi creativi collaborativi, i partecipanti saranno accompagnati in un percorso che intreccia esperienza, riflessione e pratica.

Più che trasmettere un metodo, Genius Loci intende offrire un primo insieme di pratiche e strumenti che ciascun partecipante potrà reinterpretare nel proprio contesto professionale, aprendo nuove possibilità per immaginare e costruire processi culturali fondati sulla relazione tra persone, territori e comunità dei viventi.

Contenuti

  1. La Sfida

  2. La Proposta di Genius Loci

  3. Il Contributo dell’Ecosomatica

  4. Una giornata di formazione

  5. Un nuovo sguardo per aprire nuove possibilità

1.La sfida

La cultura di fronte alla crisi della relazione

Viviamo in un tempo in cui la crisi ecologica viene spesso raccontata come un problema ambientale, economico o energetico. Ma prima ancora è una crisi della relazione.
Per secoli abbiamo imparato a pensare l'essere umano come separato dalla natura: da una parte noi, dall'altra il mondo naturale. Questa separazione ha progressivamente costruito un "dentro" e un "fuori" che attraversa anche la nostra esperienza quotidiana. Viviamo prevalentemente in ambienti chiusi, lavoriamo nei teatri, nelle scuole, nelle università, negli uffici e nelle istituzioni culturali, mentre la natura continua a essere percepita come qualcosa di esterno, distante, da osservare, proteggere o raggiungere.

Questa separazione non produce soltanto conseguenze ambientali. Produce una crisi della salute intesa nel suo significato più ampio: perdita di appartenenza, alienazione, burnout, impoverimento delle relazioni e difficoltà a percepirci come parte di una comunità più ampia di viventi. Le evidenze scientifiche mostrano sempre più chiaramente come la qualità della relazione corporea con il mondo naturale influenzi il benessere individuale, la creatività, la cooperazione e i comportamenti prosociali.

La cultura non è estranea a questa dinamica.

Anche il settore culturale rischia di riprodurre la stessa separazione: progettando luoghi, eventi e processi che parlano della relazione senza sempre riuscire a farne esperienza.

La domanda da cui nasce Genius Loci è quindi semplice:

Come cambia il nostro modo di pensare e fare cultura quando mettiamo in discussione l'idea che l'essere umano sia separato dal mondo naturale?

2.La proposta di Genius Loci

Ripartire dal luogo

Ogni trasformazione della relazione comincia da un luogo concreto.

Nella tradizione latina il Genius Loci rappresentava lo spirito del luogo: la qualità unica che nasce dall'intreccio tra geografia, storia, memoria, comunità e forme di vita. Riconoscere il Genius Loci significa imparare ad ascoltare ciò che esiste già prima del nostro intervento, comprendere le relazioni che rendono vivo un territorio e riconoscere che ogni progetto culturale nasce sempre dentro una rete di relazioni che lo precede.

Per questo la formazione non prende avvio da una teoria, ma dall'esperienza del luogo in cui ci troviamo.

Spazio Rossellini, il suo quartiere, il Tevere, la storia del territorio e gli elementi naturali che lo attraversano diventano il punto di partenza di una ricerca condivisa.

La proposta di Genius Loci è portare in primo piano la relazione con il luogo come pratica culturale.

Non per parlare della natura, ma per sperimentare cosa accade quando smettiamo di considerarla uno sfondo e iniziamo a percepirla come parte attiva delle relazioni che costituiscono la nostra vita personale e professionale.

3.Il contributo dell'ecosomatica

L'ecosomatica è un campo emergente che nasce dall'incontro tra danza, performance, pratiche somatiche, ricerca artistica, ecologia, educazione e discipline umanistiche per esplorare come l'esperienza diretta del corpo possa trasformare il nostro modo di percepire, conoscere e abitare il mondo.
Piuttosto che considerare il corpo come uno strumento separato dall'ambiente, l'ecosomatica lo indaga come parte di una rete di relazioni che comprende altre persone, altre forme di vita, materiali, paesaggi ed ecosistemi.

Nata nel dialogo con le arti performative, questa prospettiva apre oggi domande che riguardano l'intero settore culturale.

Come può l'esperienza del corpo trasformare il modo in cui progettiamo processi culturali?

Come possono teatro, danza, formazione, ricerca e pratiche partecipative contribuire a sviluppare una diversa qualità della relazione con il territorio?

L'ecosomatica non offre una risposta definitiva.

Offre pratiche che permettono di fare esperienza della relazionalità ecologica, trasformando un'idea in un'esperienza vissuta.

4.Una giornata di formazione

Genius Loci è un percorso esperienziale costruito per un gruppo raccolto di circa venti partecipanti, nel quale la relazione tra le persone diventa essa stessa parte del processo di apprendimento.

La formazione si sviluppa come un'ecologia dell'apprendimento, nella quale ascolto, partecipazione e co-costruzione guidano il lavoro del gruppo. Le pratiche vengono continuamente adattate a ciò che emerge durante la giornata, riconoscendo il gruppo come parte viva del processo formativo.

Il percorso si articola in tre passaggi.

Il primo apre uno spazio di auto-riflessione condivisa, introducendo le principali prospettive scientifiche e culturali che mettono in discussione la separazione tra essere umano e natura e invitando ciascun partecipante a interrogare il proprio rapporto con il luogo, il territorio e la propria pratica professionale.

Il secondo conduce progressivamente all'esperienza diretta della relazionalità ecologica attraverso pratiche ecosomatiche individuali, in coppia e di gruppo. La formazione si svolge attraversando tre luoghi differenti — gli spazi interni di Spazio Rossellini, il cortile e l'argine del Tevere — mettendo a confronto come cambiano percezione, attenzione e qualità della relazione nei diversi contesti.

Il terzo momento è dedicato all'emersione creativa. Attraverso semplici pratiche performative, narrative e collaborative, i partecipanti sono invitati a dare forma all'esperienza vissuta, costruendo insieme significati condivisi. Non si tratta ancora di trasferire quanto appreso nel proprio lavoro, ma di creare le condizioni perché l'esperienza possa sedimentare e diventare, nel tempo, una diversa prospettiva da cui osservare e progettare la propria pratica culturale.

5.Un nuovo sguardo per aprire nuove possibilità

La giornata non propone un metodo da applicare né soluzioni preconfezionate.

Propone un'esperienza condivisa attraverso cui interrogare il proprio modo di abitare i luoghi, costruire relazioni e progettare processi culturali.

L'ecosomatica non è un metodo da replicare, ma un'occasione per costruire un vocabolario della relazione. Le pratiche e gli strumenti ecosomatici presentati durante la formazione intendono offrire un primo ponte tra esperienza, riflessione e pratica professionale, aprendo nuove possibilità per integrare la relazionalità ecologica nel lavoro culturale, educativo e territoriale.

Più che trasmettere un modello, la formazione intende aprire domande, rendere visibili nuove prospettive e offrire un vocabolario esperienziale che ciascun partecipante potrà reinterpretare nel proprio contesto di lavoro.

Spazio Rossellini

Polo artistico multidisciplinare della Regione Lazio.

Via della Vasca Navale, 58, Rome, Italy